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IL DECALOGO DELL' AUTENTICO CICLISTA!
di Gabriele La Rovere

"Fare di ogni incontro sportivo,
indipendentemente dalla posta e dalla importanza della competizione,
un momento privilegiato, una specie di festa"

Comitato Nazionale Italiano Fair Play, Carta del Fair Play, primo articolo.





PREMESSA
L' uscita di gruppo ha un valore che trascende l'impegno sportivo. La valenza sociale per noi è indubbia; ma se lo è per i ciclisti, bisogna che lo sia anche per quelli che ciclisti non sono. Far parte di un gruppo dunque presuppone un' assunzione di responsabilità forte e convinta. La leggerezza e la convivialità dell'uscita con gli amici, non può prescindere da questa responsabilità e, se è positivo "sentirsene" parte, è doveroso condividerne consapevolmente le norme di comportamento.

Per comprendere l' importanza di questa condivisione bisogna pensare al gruppo come a un corpo unico, laddove la mancanza di uno si ripercuote sul tutto e in cui tutti devono concorrere alla sicurezza della pedalata collettiva. Dunque il ciclista ne è parte integrante, uno di un tutto, e il suo comportamento, doverosamente coscienzioso, è teso alla sicurezza di se stesso e degli altri.

Quelli che viaggiano in testa alla fila sono i timonieri: segnalano tempestivamente con il loro agire le buche, i rallentamenti e le situazioni di pericolo, e non ci passano a ridosso; la segnalazione deve essere ripetuta da chi segue non solo con i gesti ma anche con la voce, soprattutto quando si viaggia oltre i trentacinque orari. Se il loro comportamento è quello che avrà il gruppo, la trasmissione di questo a tutti gli altri è responsabilità di ognuno.



PRIMO
È necessario portare con sé documenti, soldi e telefono; oltre che nelle tasche è possibile stivarli nella borraccia porta-attrezzi oppure nel sacchettino sotto al sellino. I documenti tuttavia vanno sempre addosso (tessera sanitaria, gruppo sanguigno, documento di riconoscimento, numero telefonico da chiamare e tessera della società sportiva di appartenenza che di fatto è l'assicurazione per danni a terzi).



SECONDO
Ci si allena sulla destra della carreggiata, a ridosso della striscia bianca, possibilmente anche quanto la strada è rotta, nel caso magari si rallenta. È tollerabile viaggiare in coppia solo se il ciclista esterno ha spazio sufficiente in corsia di emergenza. Nel traffico lento non si passa mai alla destra delle automobili. Il semaforo rosso va rispettato, è il codice della strada che lo impone, e noi siamo su strada! Non c'è nessuna scusa intelligente per non fermarsi.



TERZO
I ciclisti esercitano uno sport; opposta è la situazione degli automobilisti che si spostano per lavoro e per attività sociali quasi sempre con i minuti contati. Per loro è complicato superare sia i ciclisti in coppia, che quelli in fila indiana, perché un gruppo numeroso si esprime con una coda lunga anche cento metri; l'ideale sarebbe pedalare in gruppetti al massimo di cinque/otto atleti. All' automobilista che suona e vi inveisce contro, è bene non rispondere scendendo così allo stesso livello di intolleranza e, se si ha torto, è giusto scusarsi con un cenno della mano.



QUARTO
Il casco è indispensabile e va tenuto allacciato con il sottogola serrato. La responsabilità di una caduta è di tutti. Indossarlo non è una scelta personale. Indispone allenarsi con chi non lo porta e ancora di più con chi lo indossa slacciato. Chi lo ritiene inutile, per la serenità degli altri, dovrebbe viaggiare dieci metri dietro l' ultimo in "democratica" solitudine. A tal proposito è consuetudine incrociare in allenamento professionisti, ex professionisti, dilettanti ed amatori agonisti di vertice, quasi tutti senza casco! Gli atleti di livello costituiscono loro malgrado modelli di comportamento, dovrebbero avere una condotta esemplare ed essere un punto di riferimento degno d' imitazione, ma in verità non lo sono! Per limitare i danni in caso di caduta, evitate di indossare orologi, anelli, bracciali, collane e orecchini; mettete sempre i guanti per proteggere le mani; gli occhiali vanno indossati sopra le cinghie del casco così da potersi sfilare facilmente.



QUINTO
È pericoloso guardare il computer stando a ruota, in mezzo al traffico e su strade in cattive condizioni. Fate attenzione a prendere e riporre la borraccia, bisogna farlo guardando esclusivamente la strada e bisogna esercitarsi per saperlo fare; in merito preferite porta borraccia semplici ad imbuto. È importante anche che la borraccia non si muova nel suo alloggiamento, se si sfila può essere causa di una caduta collettiva. Bisogna saper voltarsi indietro senza perdere la traiettoria.



SESTO
Dalla bici non si butta niente; buste di merendine, fazzolettini di carta, camere d'aria bucate, carta stagnola eccetera. Impariamo dagli americani: nelle gare di Triatlhon se si butta qualcosa si viene squalificati.



SETTIMO
Se si ha necessità di telefonare, mangiare, vestirsi o spogliarsi, ci si lascia sfilare di qualche metro e poi si rientra.



OTTAVO
Evitate l' andatura a mezzaruota anche se vi sentite esperti perché l' amico che vi sta avanti potrebbe non esserlo.



NONO
In caso di foratura è sufficiente che si fermi anche un solo compagno, così da non creare un assembramento pericoloso in mezzo la strada, come sempre succede; meglio se a fermarsi sia qualcuno con pari caratteristiche atletiche che possa realmente aiutarlo a rientrare sul gruppo.



DECIMO
In discesa si va piano! Non c'è nessuna scusa intelligente per non farlo. Non fate "le pazzetà", perché cadere è sempre un problema; ma a quarant' anni diventa un problema complicato, e a cinquant' anni potrebbe diventare un problema serio.







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