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"Fare di ogni incontro sportivo,
indipendentemente dalla posta e dalla importanza della competizione,
un momento privilegiato, una specie di festa"

Comitato Nazionale Italiano Fair Play, Carta del Fair Play, primo articolo.



IL DECALOGO DEL CICLISTA AMATORE SU STRADA
di Gabriele La Rovere


PREMESSA

L'uscita su strada di un gruppo di ciclisti ha un valore che trascende l'impegno sportivo. La valenza è indubbia; ma se lo è per i ciclisti, bisogna che lo sia anche per quelli che aspirano a diventarlo. Far parte di un gruppo dunque presuppone un'assunzione di responsabilità forte e convinta. La leggerezza e la convivialità dell'uscita con gli amici, non può prescindere da questa responsabilità e, se è positivo "sentirsene" parte, è doveroso condividerne consapevolmente le norme di comportamento.

Per comprendere l'importanza di questa condivisione bisogna pensare al gruppo come a un corpo unico, laddove la mancanza di uno si ripercuote sul tutto e in cui tutti devono concorrere alla sicurezza della pedalata collettiva. Dunque il ciclista ne è parte integrante, uno di un tutto, e il suo comportamento, doverosamente coscienzioso, è teso alla sicurezza di se stesso e degli altri.



PRIMO

I ciclisti esercitano uno sport e si muovono per diletto; opposta è la situazione degli automobilisti che si spostano per lavoro, per attività sociali e sono spesso con i minuti contati. Per loro è complicato superare sia i ciclisti in coppia, che quelli in fila indiana, perché un gruppo numeroso si esprime con una coda lunga anche cento metri, quindi insorpassabile; l'ideale sarebbe viaggiare in gruppetti di cinque/otto atleti al massimo.

All' automobilista che suona e vi inveisce contro, è bene non rispondere con eguale intolleranza e, se si ha torto, ci si scusa con un cenno della mano.



SECONDO

Ci si allena sulla destra della carreggiata, a ridosso della striscia bianca, possibilmente anche quanto la strada è rotta, nel caso magari si rallenta.

Il semaforo rosso va rispettato; non c'è nessuna scusa "intelligente" per non farlo.

Nel traffico lento, evitare di sorpassare le automobili alla loro destra.

Il Nuovo codice della strada (decreto legislativo N. 285 del 30 aprile 1992, Art. 182) prevede:
“1. I ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due; quando circolano fuori dai centri abitati devono sempre procedere su unica fila, salvo che uno di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla destra dell'altro”. Analizzando la frase:“...In tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano...”, e considerando il tenore della circolazione stradale nei centri abitati, si evince facilmente che affiancati non si può procedere mai.

Per quanto riguarda le piste ciclabili, è opportuno conoscere la differenza dei tre cartelli relativi alla segnaletica stradale:

- quando sul cartello è riportata la sola bicicletta in campo azzurro, è obbligatorio transitare sulla pista;

- quando sono riportati il pedone e la bicicletta in campo azzurro tra barra verticale, è ancora obbligatorio transitarci;

- quando sono riportati il pedone e la bicicletta in campo azzurro uno sull'altro, è facoltativo transitarci.

Ciò apre scenari interessanti perché se si è vittima di un incidende, su di una strada con la pista ciclabile contigua obbligatoria, potrebbe venirci riconosciuto il torto a prescindere.

Per quando riguarda la questione relativa alla bicicletta da corsa o la mountain-bike non a norma per la circolazione stradale... l'importante è essere ben visibili; quando lo si è difficilmente si subiscono contestazioni per difformità nella forma degli accessori.



TERZO

È necessario portare con sé documenti, soldi, telefono e un minimo di attrezzi; oltre che nelle tasche è possibile stivarli nella borraccia porta-attrezzi oppure nel sacchettino sotto la sella. I documenti tuttavia vanno sempre nelle tasche (tessera sanitaria, gruppo sanguigno, documento di riconoscimento, numeri telefonici da chiamare e tessera della società sportiva di appartenenza che di fatto è l'assicurazione per danni a terzi). La borraccia va portata piena d'acqua anche d'inverno perché è utile a molteplici usi.



QUARTO

Il casco è indispensabile e va tenuto allacciato con il sottogola serrato. Indossarlo non è una scelta personale perché in un gruppo la responsabilità di una caduta è di tutti. Indispone allenarsi insieme con chi non lo porta e ancora di più con chi lo indossa lasco o addirittura slacciato. Chi lo ritiene inutile, per la serenità degli altri del gruppo, dovrebbe viaggiare staccato di qualche metro dietro l'ultimo, in "democratica" solitudine. A tal proposito è consuetudine incrociare in allenamento professionisti, ex professionisti, dilettanti ed amatori agonisti di vertice, spesso senza casco. Gli atleti di livello costituiscono, loro malgrado, modelli di comportamento e dovrebbero avere una condotta esemplare ed essere un punto di riferimento degno di imitazione, ma spesso non lo sono.



QUINTO

È pericoloso guardare il computer sul manubrio stando a ruota, in mezzo al traffico e su strade in cattive condizioni. Fate attenzione nel prendere e riporre la borraccia dalla bicicletta; bisogna saperlo fare guardando esclusivamente la strada, ed è necessario esercitarsi per saperlo fare, se si vuole uscire in gruppo; in merito è bene preferire porta borraccia semplici ad imbuto. È importante anche che la borraccia sia ben ferma nel suo alloggiamento; se si sfila prendendo una buca può essere causa di una caduta collettiva. Inoltre bisogna sapersi voltare indietro, se necessario, senza perdere la traiettoria. Per limitare i danni in caso di caduta, evitate di portare addosso orologi, anelli, bracciali, collane e orecchini; indossare sempre i guanti per proteggere le mani; gli occhiali vanno sopra le cinghie del casco così da potersi sfilare facilmente.



SESTO

Quelli che in un gruppo viaggiano in testa alla fila sono i timonieri: segnalano tempestivamente con il loro agire le buche, i rallentamenti e le situazioni di pericolo, non ci passano a ridosso; la segnalazione deve essere ripetuta da chi segue non solo con i gesti ma anche con la voce, soprattutto quando si viaggia oltre i trenta orari. Se il loro comportamento è quello che avrà il gruppo, la trasmissione di questo a tutti gli altri è responsabilità di ognuno. In discesa si va piano; non c'è nessuna scusa intelligente per non farlo. Non fate pazzie, perché cadere è sempre un problema; ma a quarant'anni diventa un problema complicato e a cinquant'anni potrebbe diventare un problema serio.



SETTIMO

Dalla bici non si butta niente: buste di merendine, fazzolettini di carta, camere d'aria bucate, carta stagnola eccetera. Impariamo dagli americani: nelle gare di Triatlhon se si butta qualcosa si viene squalificati.



OTTAVO

Se si ha necessità di telefonare, mangiare, vestirsi o spogliarsi, ci si lascia sfilare dal gruppo di qualche metro e poi si rientra.



NONO

In caso di foratura è sufficiente che si fermi anche un solo compagno, così da non creare un assembramento pericoloso in mezzo la strada, come spesso succede; meglio se a fermarsi sia qualcuno con pari caratteristiche atletiche che possa realmente aiutarlo a rientrare in un eventuale gruppo.



DECIMO

Evitate l'andatura “a mezza-ruota” anche se vi sentite esperti perché il collega che vi sta avanti potrebbe non esserlo ed innescare una caduta.





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